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    Psicologia: i differenti approcci psicoterapeutici

    5 anni ago · · 0 comments

    Psicologia: i differenti approcci psicoterapeutici

    “La mente umana è come un iceberg; sopra il pelo dell’acqua si vede solo un settimo della sua massa.”

    (S. Freud)

     

    La psicologia ha sviluppato differenti teorie e approcci terapeutici per affrontare il disagio e promuovere il benessere delle persone. Non esiste la terapia migliore. Molti studi hanno dimostrato la sostanziale equivalenza tra le diverse forme di psicoterapia, mentre è la qualità della relazione terapeutica a fare la differenza e essenziali si rivelano la professionalità del terapeuta, la fiducia e la motivazione del paziente.

     

    Qui sotto potrai trovare un piccolo riassunto sui più importanti e accreditati approcci psicologici.

    • Psicoanalisi: è l’approccio di Sigmund Freud, che per primo ha introdotto i concetti di inconscio, transfert, conflitto psichico e pulsioni e fonda la sua pratica terapeutica sul lavoro sui sogni e sulle fantasie, l’espressione dei pensieri liberamente associati dalla persona, l’attenzione alla relazione terapeuta-paziente.
    • Analitico: la terapia analitica, ideata da Carl Gustav Jung rappresenta una rivisitazione critica e originale della psicoanalisi classica ed è caratterizzata dall’intenzione di portare all’estremo l’osservazione, l’intuito e la ricerca per arrivare a comprendere gli aspetti più enigmatici e impercettibili della psiche umana. Fondamentale è la relazione che viene a crearsi con il paziente. Si tratta di una relazione a due, speciale e unica con ogni persona.
    • Psicodinamico: la persona è stimolata a considerare le proprie emozioni, credenze, esperienze infantili e il tipo di rapporto che instaura col terapeuta al fine di individuare (e cambiare) le modalità relazionali attuali fonte di disagio, mediante l’utilizzo di concetti teorici e metodologici psicoanalitici.
    • Sistemico-Relazionale: definito anche “sistemico- famigliare”, questo approccio nasce da un vasto movimento di teorie i cui riferimenti teorici principali sono stati sviluppati da Gregory Bateson a partire dagli anni ’50. In Italia l’approccio sistemico ha avuto grande diffusione grazie ad una figura cardine come quella di Mara Selvini Palazzoli. L’oggetto di studio privilegiato non è l’individuo, ma le sue relazioni con le altre persone. Nozione cardine è quella di sistema, nel quale ogni variazione nello stato di un elemento finisce con il modificare lo stato di ognuno degli altri. Il sistema famiglia ha un grande potenziale che è quello di essere in grado di aiutare il paziente a gestire e risolvere il suo malessere, rendendo la sua vita più funzionale. Specialmente in casi che riguardano i bambini o gli adolescenti (ambiti in cui la terapia familiare risulta un approccio particolarmente valido), si possono manifestare blocchi evolutivi che possono ridursi sino a scomparire completamente lavorando con le famiglie.
    • Cognitivo-Comportamentale: la persona viene aiutata a cogliere come i propri pensieri e convinzioni determinino le proprie difficoltà emotive e comportamentali, attraverso tecniche differenti, che vanno dal rilassamento muscolare, alla messa in discussione delle convinzioni negative o irrealistiche, al mantenere un diario quotidiano, allo stimolare nuovi comportamenti.
    • Gestalt: Il terapeuta aiuta la persona, mediante tecniche e esercizi, a focalizzarsi sul momento presente, sulle sue convinzioni, emozioni e sensazioni fisiche che sta sperimentando nel qui-e-ora: il passato e il futuro sono presi in considerazione allorché influenzano il momento presente.
    • Transazionale: ideato dallo psichiatra americano Eric Berne, è sia una teoria psicologica sia un approccio psicoterapeutico. La pratica clinica, che integra differenti approcci (Psicoanalisi, Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e Gestalt), mira a migliorare le relazioni della persona sia con gli altri sia con se stessa.
    • Psicosomatico: Da molto tempo la scienza ha osservato che la comparsa e il decorso di alcune malattie sembra essere in rapporto con situazioni che producono ansia, stress o, comunque, con emozioni spiacevoli protratte nel tempo. La terapia Psicosomatica (psiche + soma), si occupa dell’individuo in maniera olistica, studiando la relazione tra un disturbo somatico e i fattori psichici coinvolti nella sua origine. Le emozioni possono essere viste come il tramite, psicologico e fisiologico, tra eventi o situazioni stimolanti e i precursori del disturbo psicosomatico.
    • Adleriano: ideato da Alfred Adler conduce il paziente all’esplorazione di sentimenti di inadeguatezza e inferiorità originati in base alla propria storia familiare infantile o conseguenza di alcuni difetti fisici della persona. Mira allo sviluppo della fiducia e dell’autostima, l’individuazione del proprio significato individuale della vita e l’accrescimento delle capacità di avere relazioni intime e positive con gli altri.

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    Valentina Calanca

    Valentina Calanca

    Psicologa Psicoterapeuta Valentina Calanca, opera a Carpi ( MO )

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