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    MIO FIGLIO È NARCISISTA? 

    1 mese ago · · 0 comments

    MIO FIGLIO È NARCISISTA? 

    Come non avere un figlio che finisca sulle cronache nere dei giornali

    Nel lontano 2006, Umberta Telfner spopolava con il suo “Ho sposato un narciso”. 

    In copertina, senza spazio ad equivoci, troneggiava un povero cuore ferito e incerottato, monito a tutti coloro che erano usciti da una relazione affettiva con almeno qualche ossa rotta. 

    Ed era solo l’inizio, che a dirla tutta l’inizio si ebbe con il buon Freud nel 1914, ma certo è, che la deriva narcisistica che avrebbe travolto la società con l’avvento dei social network ancora non era stata prevista.

    Basti pensare a quanto nel giro di una decina d’anni siano cambiate le cose, a quanto selfie autocelebrativi si siano fatti strada, diventando vetrina del proprio sé e a quanto parallelamente sia fiorita una letteratura riparativa densa di istruzioni su come difendersi dal famelico narcisista.

    Fermiamoci a capire quindi chi è il “narcisista” e chiediamoci da genitori attenti se è ancora possibile sperare di non crearne uno su misura senza neppure esserne consapevoli.

    Nicoletta Romanazzi, brillante mental coach, sostiene che cercare le cause di ciò che ci accade fuori di noi, porta solo a cedere il proprio potere personale. 

    Per questa ragione cercherò di aiutarvi a riprendere coscienza, come spesso accade, a partire dalla teoria, affinando poi la capacità di riprodurre quella teoria su se stessi.

    Mio figlio ha un narcisismo sano

    Lungi dall’essere un mostro a tre teste, il narcisismo implica l’aspetto della personalità che attiene alla regolazione dell’autostima, degli affetti, delle relazioni interpersonali e del Super Io, cioè dei valori che ci guidano nella realtà. 

    Come ben potete intuire stiamo parlando di aspetti fondamentali della personalità, aspetti che guidano il senso di sicurezza personale, il bisogno di sentirsi riconosciuti dagli altri, la necessità a volte estrema di dipendere dai rimandi altrui e la capacità di accettarsi e di sapere amare gli altri, amici o partner che siano. 

    Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista e accademico italiano, nel suo “Arcipelago N”, accosta le tante forme di narcisismo ad un arcipelago, sostenendo che come le isole diverse tra loro ma appartenenti ad una stessa morfologia, esista una dimensione multipla e articolata di questo concetto che però origina dal medesimo deficit di autostima. 

    Una prima riflessione viene spontanea: 

    • non esiste un solo tipo di narcisismo
    • nel parlare di narcisismo ci possiamo riferire sia a dimensioni sane che patologiche della personalità
    • in adolescenza è facile che questi aspetti vengano attraversati tutti in momenti e in fasi diverse

    Il narcisismo è dunque qualcosa di presente in ciascuno di noi. 

    Si parla di una dimensione sana quando i ragazzi sono in grado di relazionarsi con sufficiente sicurezza per la loro età, appaiono fiduciosi in se stessi e nel proprio valore, consapevoli di cosa non amano di sé senza per questo cadere nell’auto disprezzo, capaci di chiedere aiuto per le proprie fragilità.

    Non c’è una ricerca della perfezione in loro, né una squalifica degli altri, né un confronto auto o etero penalizzante. Gli amici vengono scelti con cura, senza doversi snaturare per compiacerli.

    Cosa li ha resi così sicuri?

    • uno sguardo genitoriale affettivo e fiducioso
    • un adulto guida, capace di segnalare anche gli errori al figlio,  senza che questo si viva come “un errore”
    • genitori che non vogliono figli uguali a loro stessi, né che tramite i figli cerchino di riscattarsi da proprie ferite passate 
    • esperienze condivise e un dialogo aperto anche sulle emozioni più dolorose come la tristezza e la rabbia

    Mio figlio ha un narcisismo patologico 

    Riprendendo la navigazione, incontriamo altre isole, isole private spesso di acqua e luce elettrica e isolette trascurate. Potete immaginare che condizioni di vita diverse creino adattamenti diversi, così avviene al narcisismo.

    Quando l’autostima diventa un tema di difficoltà si parla di: 

    • narcisismo a pelle “spessa”, tipica di soggetti piuttosto impermeabili a ciò che accade intorno a loro
    • narcisismo a pelle “sottile” tipica di coloro che vengono penetrati eccessivamente da ciò che accade intorno a loro

    Il narcisismo fragile detto anche “a pelle sottile”, è riconoscibile per una tendenza costante del soggetto a non sentirsi all’altezza. Attenzione, non si parla di soggetti semplicemente insicuri, la posizione da cui questi ragazzi guardano il mondo è deficitaria ma nascosta. Il cuore di questa fragilità è invidioso e distruttivo, perché vive nella convinzione di una grandiosità che credono di avere ma che non è riconosciuta dal mondo. Pertanto nascondono le proprie specialità per non ricevere disconferme da quel mondo bramato e odiato al tempo stesso.

    Il narcisismo arrogante detto invece a “pelle spessa” porta a vedere gli altri dall’alto al basso, con sentimenti palesi di pretesa di ammirazione, egocentrismo, aspettative di privilegio. La grandiosità è esibita e anche in questo caso nasconde una fragilità . 

    Nei casi più gravi il narcisismo arrogante può tingersi di tinte di maggior pericolosità caratterizzate da manipolazione, sfruttamento interpersonale, aspetti sadici, assenza di empatia e di senso di colpa. In questi casi si va verso la psicopatia. 

    Senza la velleità “narcisistica” di rendervi clinici o diagnosti, auspicherei che questa riflessione vi aiutasse ad essere attenti all’aspetto della sicurezza dei vostri figli, cercando di capire quanto sia reale, quanto nasca per compiacervi, quanto aderisca ad un senso di superiorità poco sano.

    L’adolescente con problemi narcisistici spesso o è stato eccessivamente caricato di aspettative vuote di affetto da parte dei genitori, tanto da spingerlo a voler eccellere a ogni costo, anche a discapito degli altri, oppure sperimenta la voglia di volare con il freno dato dall’invidia genitoriale alle spalle.

    Porre attenzione a questo, apre alla possibilità cercare di capire e collegare i fatti di cronaca nei quali siamo immersi ( baby gang, bullismo, e violenza di ogni genere) con difficoltà che hanno a che fare con la formazione della personalità dei ragazzi, ricordando che questi stessi saranno i futuri adulti di domani. 

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    Valentina Calanca

    Valentina Calanca

    Psicologa Psicoterapeuta Valentina Calanca, opera a Carpi ( MO )

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