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    Consigli per la scelta del giusto terapeuta

    5 anni ago · · 0 comments

    Consigli per la scelta del giusto terapeuta

    In questo articolo vorrei fornire alcune linee guida per aiutarti nella scelta del professionista ideale.
    Trovare il terapeuta giusto richiede tempo, impegno e capacità di intuizione ed è una scelta che può influenzare il tuo benessere a lungo termine: non avere pertanto paura di incontrare più terapeuti!

    L’approccio da scegliere

    Pur partendo da una mappa simile, la psicologia, sono diversi gli approcci di psicoterapia e attengono alla specializzazione accademica e alla carriera professionale del terapeuta. L’obiettivo, seppur da punti di vista differenti, è lo stesso per tutti: migliorare il benessere del paziente.

    [btn text=”Per approfondire i differenti approcci terapeutici clicca qui.” tcolor=#FFF bcolor=#053a51 thovercolor=#FFF link=”https://valentinacalanca.it/2018/01/18/psicoterapia-i-differenti-approcci/” target=”_self”]

     

    Se non hai idea di quale approccio sia giusto per te, il mio consiglio è quello di parlarne direttamente con lo Psicoterapeuta.
    Credi che il tuo comportamento sia guidato da motivi inconsapevoli e vuoi fare chiarezza sulla tua storia evolutiva? Potrebbe interessarti l’approccio Psicoanalitico o Analitico-Transazionale.
    Non credi nell’inconscio ma preferisci lavorare in modo razionale sul tuo pensiero? Allora potresti preferire l’approccio Cognitivo-Comportamentale.
    Se invece intendi lavorare a livello del contesto che ti circonda, della tua famiglia e non solo individualmente, devi sicuramente preferire l’approccio Sistemico- Relazionale.

    Uomo o donna?

    Il sesso del terapeuta è una questione importante. Spesso le persone sanno intuitivamente se preferiscono lavorare con uno psicologo o una psicologa. Questo tipo di scelta ha a che fare con la propria storia infantile, specie con i propri genitori. E’ una scelta importante che merita del tempo per rifletterci su.

    I costi

    Una terapia psicoterapeutica può essere lunga e dunque anche onerosa. Pensa però che stai investendo risorse economiche per il tuo benessere. Dunque non risparmiare sui costi di una psicoterapia. Anche perché i vantaggi che essa apporta possono un valore economico nel lungo termine. Molte scelte sbagliate – sul lavoro, nella coppia, con i figli – vengono evitate da una persona che ha ritrovato il proprio benessere psicologico. Ciò premesso, la componente economica è ovviamente un elemento di cui tener conto nella scelta del terapeuta. In ogni caso non è detto che economico sia equivalente a preferibile.

    La vicinanza da casa o dal lavoro

    L’ubicazione dello studio dello psicologo è sicuramente un fattore di cui tener conto. Tuttavia non privilegerei la vicinanza rispetto ad altri fattori, quali la competenza del terapeuta, l’approccio che segue e la relazione di fiducia. E’ meglio fare un’ora di macchina per raggiungere il terapeuta giusto per sé, che accontentarsi di un terapeuta meno adatto che però si trova a soli 5 minuti da casa. Inoltre ho riscontrato che i tragitti in autobus o in macchina per raggiungere e lasciare lo studio del terapeuta rappresentano dei momenti preziosi di riflessione: per prepararsi alla seduta – prima – e per assimilare gli apprendimenti maturati durante la seduta – dopo.

    Primo passo: raccogliere i nominativi

    Anche nella ricerca di un terapeuta, una buona strategia è quella di chiedere alle persone di propria fiducia, che sono o sono state in psicoterapia, come si trovano o come si sono trovate con il proprio Psicoterapeuta. In caso di valutazione positiva, occorrerà chiedere di specificare le ragioni della propria soddisfazione. I loro motivi potrebbero non essere i vostri.

    Consiglio! Se hai una relazione intima o costante con una persona evita di condividere lo stesso Psicoterapeuta.

    Internet ci fornisce un grande aiuto: esistono molti siti che permettono di individuare i professionisti della salute su base territoriale. Cerca di selezionare i professionisti che spiegano il modo in cui lavorano e l’approccio che li guida.

    Secondo passo: la prima telefonata

    Durante la prima telefonata è normale essere nervosi ed è per questo difficile fare una valutazione del terapeuta. Si tratta di un contatto breve che rimanda la conoscenza vera e propria al momento dell’incontro dal vivo. E’ il caso però di porre alcune domande fondamentali: che tipo di professionista è? Quali sono i costi?

    Terzo passo: il primo incontro

    Il primo colloquio ti da già una importante indicazione. Un bravo terapeuta deve essere sicuramente professionale, curato e competente. Ma è ancora più importante che sia in grado di ascoltare e comunicare con empatia, perchè è proprio la “relazione” che si sviluppa nel tempo con il paziente l’elemento chiave per la buona riuscita della terapia.

    Durante l’incontro si ricevono tantissime informazioni di tipo verbale e di tipo non verbale. E’ bene tenersi svegli e prendere nota di tutto ciò che avviene. Come ci si sente durante l’incontro? E subito dopo?
    E’ il momento di porre le domande preparate in precedenza: da quanto tempo pratica la psicoterapia? Ha avuto altri pazienti con un problema simile al proprio? Quali sono le sue specialità? Diffiderei dei professionisti che sono specializzati in tutto…
    Una domanda importante riguarda il fatto se il terapeuta ha effettuato uno psicoterapia personale su di sé. Potrebbe sembrare banale, ma vi sono dei percorsi formativi che non prevedono la terapia personale del terapeuta. A mio parere è invece un punto molto importante. Sconsiglio vivamente di intraprendere un percorso terapeutico con un professionista che non abbia fatto un lavoro terapeutico su di sé.
    Durante questo incontro è bene raccogliere anche le informazioni di natura amministrativa: i costi, i tempi previsti, le condizioni di pagamento, le regole per le assenze e le disdette.
    Fai tutte le domande che ritieni necessarie!

    Quarto passo: la scelta

    Dopo il primo incontro è bene riflettere sul colloquio e capire la sensazione che ha lasciato il primo incontro cercando di dare risposta ad alcune domande. Ti sei sentito accolto e compreso? Il terapeuta ha risposto con chiarezza a domande circa la natura del problema che senti di avere? Ti ha definito degli obiettivi chiari e con quale approccio intende raggiungerli?

    Consiglio! Diffidare di chi garantisce “miracoli”. Il lavoro con uno psicologo deve avere obiettivi chiari su cui basare il percorso, ma la natura dei risultati raggiunti dipende da molti fattori quali la qualità della relazione terapeutica, la sostenibilità del lavoro per il cliente e le risorse personali che si possono attivare; in altre parole, in un determinato momento una persona può essere più o meno pronta a mettere in discussione aspetti diversi della propria vita, può essere più o meno in grado di comprendere certe dinamiche e può essere più o meno disposta a mettersi in gioco per cambiare situazioni o relazioni. Un buon professionista esplicita questi aspetti nella relazione col cliente e tende al miglior risultato possibile tenuto conto di tutta la complessità della situazione trattata.

    Talvolta succede che durante il primo incontro o subito dopo si sia certi di aver incontrato il terapeuta giusto: un colpo di fulmine! O viceversa si sappia chiaramente di non aver trovato il professionista giusto.

    Altre volte la scelta non è così facile. Potrebbero volerci alcune sedute prima di arrivare ad una decisione, mentre si è in preda ai dubbi. Non abbiate fretta di andarvene. Ad esempio, il desiderio di non tornare più potrebbe celare la paura di non voler affrontare la psicoterapia e l’impegno emotivo, economico e di tempo che comporta. Consiglio di rifletterci su attentamente e di discuterne con il terapeuta.

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    Valentina Calanca

    Valentina Calanca

    Psicologa Psicoterapeuta Valentina Calanca, opera a Carpi ( MO )

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