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    Capire e combattere l’insonnia

    3 anni ago · · 0 comments

    Capire e combattere l’insonnia

    Forse perché della fatal quïete

    Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,

    O Sera! E quando ti corteggian liete

    Le nubi estive e i zeffiri sereni,

    E quando dal nevoso aere inquiete

    Tenebre, e lunghe, all’universo meni,

    Sempre scendi invocata, e le secrete

    Vie del mio cor soavemente tieni.

    Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme

    Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

    Questo reo tempo, e van con lui le torme

    Delle cure, onde meco egli si strugge;

    E mentre io guardo la tua pace, dorme

    Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

    Alla Sera, di Ugo Foscolo

     

    Cito questa poesia per introdurre il tema della notte nella sua inevitabile connessione con il sonno ma anche con ciò che affligge moltissime persone, incapaci di abbandonarsi ad un buon sonno: gli insonni. 

    Dai tempi antichi la notte è stata scenario ideale per riflessioni esistenziali. 

    La notte a livello simbolico può rimandare al desiderio di essere accolti tra braccia materne accudenti: è il tempo del sogno, della chiusura delle memorie del quotidiano, ma è anche simbolo della morte, della perdita momentanea della coscienza e di fantasie più o meno spaventose. 

    Ognuno ha la propria predisposizione ad addormentarsi, solitamente i momenti di sonnolenza si hanno dopo pranzo e la sera. 

    Questi momenti vengono detti: cancelli del sonno. 

    Ci sono poi tipologie individuali che differiscono nella necessità di addormentarsi prima o dopo: gufi (a mezzanotte sono ancora svegli e spesso hanno il momento di massima concentrazione proprio nelle ore serali) e allodole (vanno a dormire presto la sera tra le 21 e le 22).

    Occorre porre attenzione a quando cala la nostra attenzione e la nostra forza. 

    Il nostro sonno non è statico, è fatto da cicli. 

    Il sonno profondo serve per fare una potatura delle sinapsi cioè dei collegamenti tra le singole cellule del nostro cervello. Facciamo pulizia per tenere in memoria solo le cose importanti. Permette di ripulire dai contenuti della giornata non fondamentali.

    Una privazione del sonno in questa prima parte porta facilmente a disturbi di memoria, più o meno lievi (parlo e non mi viene il termine preciso…vado in una stanza e non ricordo cosa volevo fare, fatico a concentrarmi, c’è una minore destrezza manuale). 

    La seconda parte della notte invece è legata al sogno, lì la memoria diventa stabile e il nostro corpo resetta le sue funzioni.

    L’assenza di sonno in questa fase porta ad avere all’improvviso momenti di spossatezza. 

    Per capire che tipo di problema prevale ed avere un esame accurato e strumentale del sonno è opportuno rivolgersi ad un Centro di Medicina del sonno.

    A volte però il paziente lo sa cosa lo tiene sveglio, sa che gli incubi della sua difficile quotidianità risuonano oltre le ore di veglia. A volte prevale un ruminare su momenti ed eventi della giornata che non dà tregua neppure quando è ora di spegnere la luce. 

    Trattamenti 

    In psicoterapia è possibile fare un lavoro di aiuto per eliminare i fattori di stimolazione: imparare a gestire il proprio mondo emotivo permette di lasciar uscire stress, pensieri, preoccupazioni dalla camera da letto e tornare padroni del tempo della propria vita.

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    Valentina Calanca

    Valentina Calanca

    Psicologa Psicoterapeuta Valentina Calanca, opera a Carpi ( MO )

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